A E D I F I C A T I O

Piccole differenze in alcuni particolari dell'edificio hanno convinto gli archeologi che la costruzione del Colosseo venne divisa in quattro cantieri corrispondenti ai quadranti dell'anfiteatro, ed affidata a quattro diversi appaltatori che portarono avanti i lavori simultaneamente. Chi sia stato l'architetto del Colosseo, come molti altri dell'antichità, è sconosciuto. Pare che il denaro necessario all'impresa sia giunto dal sacco di Gerusalemme; sulla forza lavoro, non si può escludere che si sia fatto ricorso a schiavi, ma la qualità della costruzione testimonia dell'impiego di manodopera esperta.

Una volta terminato il basamento, esso venne coperto con un pavimento in travertino, spesso in media 90 cm. Su questo pavimento di pietra si marcarono i riferimenti per i pilastri principali dei muri radiali, ed i blocchi di base dei pilastri vennero letteralmente ancorati al pavimento, con un perno e metallo fuso. Questo scheletro di pilastri venne alzato sino al secondo ordine e i pilastri furono collegati, alla sommità, da grossi arconi di mattoni bipedali, cioè dell'altezza di circa 60 centimetri, situati in modo da rendere possibile la costruzione di tante volte rampanti, che nel loro complesso costituiscono il grande imbuto o cavea destinata a sostenere le gradinate per gli spettatori. In questo modo i lavori di costruzione potevano continuare contemporaneamente sopra e sotto la cavea, coprendo quasi tutte le volte tra gli archi ma lasciandone alcune aperte per poter sollevare i carichi. Il riempimento tra i pilastri è stato ottenuto, per il piano terreno, con opus quadrato di tufo, e per il secondo ordine con conglomerato cementizio a paramento di mattoni semilateres.

Infatti, le strutture in opus quadrato di tufo e quelle superiori in opera laterizia, di riempimento tra i pilastri di travertino e che insieme a questi costituiscono le pareti radiali dell'anfiteatro, si possono considerare come completamente indipendenti dai pilastri stessi e dagli arconi superiori, e quindi anche costruiti dopo di essi, in un secondo tempo. In generale, le diverse caratteristiche meccaniche dei materiali impiegati (travertino, tufo, laterizi e cemento) sono state sfruttate ottimamente nelle loro diverse qualità di resistenza, leggerezza, facilità di messa in opera. La combinazione di materiali diversi ha inoltre permesso di aumentare la resistenza e l'elasticità della struttura complessiva.

Concludo questa esposizione del metodo costruttivo con una citazione di Cozzo: "Questo procedimento tanto semplice, quanto evidente, ha consentito di giungere in modo rapidissimo alla costruzione del grande imbuto della cavea ed alla copertura dei secondo ordine di ambulacri; nello stesso tempo ha reso possibile costituire due vastissimi ordini di cantieri di lavoro sulla stessa superficie; un primo in basso completamente al coperto per lavorare anche in tempo di pioggia, ed un secondo in alto sopra il piano della cavea, per la costruzione della parte superiore dell'edificio. Nella parte coperta, ossia nei cantieri inferiori si sviluppavano tutte le numerose murature tra i pilastri di travertino, le volte rampanti delle scalee, le volte perimetrali di copertura dell'ambulacro terreno, gli intonaci e le opere decorative a stucco; nei cantieri superiori tutte le opere murarie, relative alla costruzione degli ultimi due ordini dell'anfiteatro, del podio, delle gradinate e la costruzione del portico ligneo terminale".

I blocchi di travertino erano collegati da grappe di ferro, che sono state rimosse da tempo ed hanno lasciato quei buchi che si notano dovunque; si è calcolato che vennero utilizzate 300 tonnellate di metallo solo a questo scopo. Il muro superiore in travertino mostra che molti dei conci provengono da blocchi irregolari presi da altri edifici e lavorati solo sul lato esterno e sui lati di contatto (vedi foto a destra). Non si è sicuri se il muro sia stato costruito così per risparmiare tempo o se queste irregolarità dipendano da restauri successivi. Il muro perimetrale una volta era affiancato e sostenuto da una spessa cortina interna in laterizio, ed è un altro mistero come  riesca ancora a sostenersi senza il supporto della cortina di mattoni.

La maggior parte delle informazioni in questa pagina proviene da G. Cozzo, Il Colosseo. L'anfiteatro Flavio nella tecnica edilizia, nella storia delle strutture, nel concetto esecutivo dei lavori, Roma, Palombi, 1971;

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F I G V R E

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Una sezione del Colosseo

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Alcune fasi della costruzione

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L'arena come si presenta oggi

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I pilastri di travertino

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La sommità del muro esterno

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Il muro visto dall'interno