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E' ragionevole pensare che il Colosseo sia stato considerato sin da
quando fu costruito una delle maggiori meraviglie architettoniche mai viste, e che quindi
fosse rappresentato in qualche modo. Di fatto, le uniche immagini antiche che ci sono
pervenute si trovano su alcune monete.
Abbiamo delle monete emesse ai tempi di Tito,
Alessandro Severo e Gordiano, e sono molto preziose non solo perché più o meno rare, ma
anche perché ci offrono le sole rappresentazioni di epoca antica dell'anfiteatro Flavio.
La prima moneta emessa è un sesterzio in bronzo
dell'80 (qui sopra). Si notano le teste della folla nella cavea, puntini anonimi. E'
rispettata l'alternanza, nel quarto ordine, di riquadri con e senza i clypea. Si
intravedono le strutture di legno della copertura, e la quadriga che doveva sovrastare
l'ingresso centrale a nord-est. Studiando ancora si nota la suddivisione dei posti
all'interno della cavea, e le gradinate radiali. L'imperatore dovrebbe essere quel puntino
solo nel suo palco, al centro.
E' interessante l'esterno, dove è rappresentata la meta sudans (a sinistra) e alcuni
portici, su due ordini. Questi sono forse una rappresentazione delle vicine Terme di Tito,
o di un passaggio porticato che le collegava all'anfiteatro.
Dopo la morte di Tito un altro sesterzio bronzeo fu coniato dalla zecca senatoria, molto simile al primo. Luciani segnala però un dettaglio che nel conio precedente forse non vi era: una serie di ghirlande o festoni tutt'intorno al portico in summa cavea (io dico: e se fossero le tende arrotolate del velarium?).
Il fatto fondamentale è che nelle due monete l'anfiteatro appare completo in tutte le sue parti, e ciò confuta la tesi tradizionale del completamento del quarto ordine da parte di Domiziano.
Dovettero passare
circa 150 anni prima il Colosseo fosse di nuovo raffigurato su una moneta: si tratta di un
tipo di cui furono coniati sesterzi in oro, denari in argento e assi in bronzo, dell'epoca
di Alessandro Severo, coniato ancora una volta dal Senato nel 223.
Questa moneta appare con molte variazioni: in alcuni casi mancano i clypea; cambia il
numero delle arcate; la meta sudans e l'edificio porticato sono ancora lì, ma dietro la
meta vi è la statua del Colosso, ed il porticato ha un solo ordine.
Poco più tarda è la moneta di Gordiano III, coniata dalla zecca imperiale. Pare che non sia una moneta vera e propria, ma un medaglione celebrativo a tiratura limitata. Infatti ve ne sono solo due esemplari (Luciani). Ho due foto di due esemplari che sembrano diversi. Saranno queste le uniche due monete? Stavolta si vede l'arena, e c'è azione: l'imperatore, distinguibile dalla folla, assiste allo spettacolo. C'è un toro che sfida un elefante montato da un uomo. Fuori, a sinistra la solita meta sudans (Mussolini doveva proprio toglierla?) e il Colosso, a destra il porticato.
Oltre alle monete sono considerate rappresentazioni dagli studiosi, a rigore, anche il
bassorilievo del Sepolcro c.d. degli Haterii (che però offre una ricostruzione un po'
fantasiosa, giudicate voi qui sopra) ed i frammenti che restano della Forma Urbis (una pianta in marmo dell'antica Roma), molto
schematici.

E' giusto inoltre ricordare il recente ritorno del Colosseo sulle monete. In Italia il retro dei 5 centesimi di Euro riporta una classica immagine cartolinesca del monumento.
Le foto a colori delle monete antiche sono tratte da Luciani, Il Colosseo. Quelle in bianco e nero da AA.VV., Anfiteatro Flavio







