
Questa immagine, molto esplicativa, è tratta da C.F. Giuliani, "L'edilizia
nell'antichità"
Il sito fu profondamente trasformato per la costruzione del Colosseo. Innanzitutto si dovettero realizzare delle poderose canalizzazioni per assicurare un adeguato smaltimento delle acque verso il Circo Massimo (molte di queste strutture fognarie sono andate perdute in occasione della costruzione della metropolitana). Una volta prosciugata la zona, si scavò sino a raggiungere il fondo argilloso del lago, e nellargilla compatta si ricavò una corona ellittica larga 31 m, profonda 6 e del perimetro di 530 m. Questa colossale trincea venne riempita di cemento romano, ovvero malta di calce e pozzolana mista a pezzi di roccia basaltica. Si deposero strati successivi di malta e pietre, ben battute per compattare il tutto. Sembra che sul lato sudovest lo strato di argilla non fosse compatto come sugli altri lati, e forse questa è una ragione dei crolli che in occasione di terremoti hanno interessato quel settore anziché gli altri.
Poi la fondazione si elevò anche in altezza per altri 6 metri, così che lo spessore di questa ciambella supera i 12 metri. Allesterno della fondazione si costruì un muro di mattoni largo 3 metri e profondo 6, ed un analogo muro si costruì allinterno, ricavandovi le 32 celle che si possono osservare tuttintorno ai sotterranei dellarena. Le trivellazioni eseguite recentemente hanno anche permesso di dimostrare che l'ipotesi di Cozzo sull'esistenza di un quarto ordine sotterraneo di archi di travertino, simile a quelli superiori, è errata; la fondazione consiste solo di questa formidabile ciambella di calcestruzzo, e gli unici archi sotterranei, sul fondo dell'arena, sono quelli visibili in corrispondenza dei quattro assi principali.
Gli edifici circostanti (tra cui probabilmente molti degli edifici della Domus Aurea) furono abbattuti, e con questi materiali e terra di riporto si riempì la valle al livello che vediamo attualmente. Lunica cosa che sopravvisse della precedente sistemazione è - forse - la Meta Sudans, una fontana che era posta nel punto di incontro dei confini di quattro delle regioni serviane della città e che fu distrutta durante il periodo fascista perché - pare - impediva il passaggio trionfale delle parate sotto l'Arco di Costantino (a sinistra una bella, vecchia foto della Meta).
Le rilevazioni condotte hanno quindi permesso di accertare che il conglomerato di fondazione arriva, in alto, direttamente sotto il pavimento del piano terra. La fondazione si può osservare anche dal cosiddetto Passaggio di Commodo, una galleria coperta di stucchi scavata dopo il completamento del Colosseo. Il passaggio, che non è stato mai esplorato completamente forse collegava luscita del Colosseo sullasse minore, lato Celio, con qualche palazzo imperiale.
Nelle fondazioni e nel muro esterno, in corrispondenza degli assi, vi sono le quattro gallerie sotterranee di accesso, e sotto di essi - i passaggi dei grandi collettori fognanti (1.30 x 1.80 m), realizzati con casseforme di legno durante la gettata della fondazione (alcuni resti delle armature, di legno di quercia non stagionata, vi sono stati recentemente rinvenuti, e sono stati datati - pensate un po' - intorno allanno 70). Altri grandi ambienti ipogei, necessari per i servizi e per la preparazione degli spettacoli, vennero ricavati in corrispondenza dellasse maggiore.
Le gallerie sotterranee di accesso collegavano lanfiteatro con gli edifici circostanti: il passaggio sotto la Porta Libitinensis raggiungeva il Ludus Magnus, la caserma dei gladiatori, ed è stato tranciato dalla nuova fogna nel 19° secolo; quello opposto il Tempio di Venere e Roma, dove venivano allestite le coreografie degli spettacoli, ed è stato tagliato dalla metropolitana nel 20°; pare che gli altri passaggi non siano mai stati esplorati.
Altre celle sotterranee vennero ricavate tutt'intorno al fondo dellarena. Secondo Cozzo queste celle servivano per ospitare le fiere in occasione degli spettacoli. Gli stretti corridoi laterali alle entrate sullasse maggiore (sempre secondo Cozzo) sarebbero serviti per il passaggio delle fiere, che avrebbero avuto il passaggio obbligato, con un sistema di cancelli, sino alle gabbie. Inoltre, mantenendo gli animali sui lati, si sarebbero tenuti sgombri i corridoi centrali.




